Il “Movimento ecclesiale di impegno culturale – M.E.I.C.” è una associazione di cristiani laici che si propone di contribuire: a) alla testimonianza di fede e di comunione ecclesiale, alimentata dalla Parola di Dio contenuta nella Scrittura e trasmessa nella Tradizione, operante nella Chiesa e nella storia; b) all’impegno culturale di ricerca e di discernimento critico, nonché di attenzione alle istanze socialmente più rilevanti, per collaborare a una mediazione coerente tra fede e storia; c) alla disponibilità ad operare in solidarietà e corresponsabilità con tutta la comunità ecclesiale, nelle sue varie articolazioni, e in fedeltà e dialogo con il Vescovo, per la realizzazione di una pastorale attenta ai segni dei tempi e animata da spirito ecumenico.






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Spigolature 
Il Meic in marcia per la pace

01 Gennaio 2012

In occasione della celebrazione della Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2012 la Comunità di Sant'Egidio ha prosso, a Roma e in tanti paesi del mondo, marce di pace, manifestazioni, incontri e momenti di preghiera insieme ad altre Associazioni, Movimenti e Comunità.

Il Meic ha partecipato: alla marcia di Roma con la Presidenza nazionale, il presidente Carlo Cirotto, il segretario Costantino Mustacchio e l'amministratrice Doriana De Alessandris, a sostegno del Messaggio del Papa "Educare i giovani alla giustizia e alla Pace", e farci vicini alla sua sollecitudine per la pace nel mondo, ancora tanto diviso e segnato da guerre, ingiustizie, povertà e violenze, ricordando "tutte le terre che nel Nord e nel Sud del mondo attendono la fine della guerra - fonte di sofferenza per tanti popoli e "madre" di tutte le povertà - del terrorismo, della violenza diffusa, insieme a quanti sperano nell'unità e nella pace della famiglia umana."



Spigolature - Indice completo


Parola delle parole 
a cura di Fra Luca Fallica 
III domenica del Tempo ordinario 22 gennaio 2012


EDITORIALE


"EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE"

 

" L'inizio di un nuovo anno, dono di Dio all’umanità, mi invita a rivolgere a tutti, con grande fiducia e affetto, uno speciale augurio per questo tempo che ci sta dinanzi, perché sia concretamente segnato dalla giustizia e dalla pace." Questo è l'incipit del messaggio pontificio per la 45a Giornata mondiale della pace (il testo integrale in allegato).

 Benedetto c'invita a guardare con fiducia il nuovo anno E lo fa con l'immagine del Salmo 130:" l’uomo di fede attende il Signore « più che le sentinelle l’aurora » (v. 6), lo attende con ferma speranza, perché sa che porterà luce, misericordia, salvezza." Tale attesa nasce dall’esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non lasciarsi abbattere dalle tribolazioni. "È vero che nell’anno che termina è cresciuto il senso di frustrazione per la crisi che sta assillando la società, il mondo del lavoro e l’economia; una crisi le cui radici sono anzitutto culturali e antropologiche. Sembra quasi che una coltre di oscurità sia scesa sul nostro tempo e non permetta di vedere con chiarezza la luce del giorno."

"In questa oscurità il cuore dell’uomo - continua Papa Benrdetto -non cessa di attendere l’aurora di cui parla il Salmista. Tale attesa è particolarmente viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla società." Il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace si colloca in una prospettiva educativa: « Educare i giovani alla giustizia e alla pace », nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo.

«Cari giovani, non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi di fronte a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza,umiltà e dedizione».




In Primo Piano: MEIC





Oggi, in una stagione storica certamente complicata, di smarrimento e di precarietà, la Chiesa italiana propone per il decennio pastorale 2011 - 2020  la scelta educativa come vera emergenza (cfr. il doc.
CEI “Educare alla vita buona del Vangelo”

Con questa ispirazione il gruppo di Ancona del MEIC ha voluto intraprendere una ricerca sul tema della educazione, intitolandolo “ Vivere bene con se stessi e con gli altri”. A primo impatto il tema sembra, così come proposto, retorico, una terapia psicologica, però difficile da perseguire   Si collega a "quella vita buona"indicata nel messaggio evangelico, condensata nelle  “beatitudini:”: la felicità è il fine della vita umana.,è ciò che il Vangelo più profondamente propone per noi,  e per gli altri, con gli altri.

 

Al  tema  : Educarci per educare  verrà declinato il seminario del 10 dicembre sviluppando  tre proposizioni:

 

·          la dignità della persona come fondamento e orientamento dell'educazione.  

·         al centro la cura dei legami tra le persone nel tempo della fragilità e della precarietà,

·         l'educazione della coscienza all'interno della tradizione viva della Chiesa.


Per prepararci al Seminario, oltre a suggerire alcuni testi dei conduttori del seminario (allegati nel sito), il Gruppo ha calendarizzato per martedì 15 novembre, Auditorio di San Paolo a Valle Miano – Ancona , ore 17:30 – 19:30, un incontro di pre - approfondimento del tema, introdotto da  Claudio Linda, vice presidente del gruppo, di cui produciamo lo schema




ANNO  SOCIALE 2011-2012

“ Vivere bene con se stessi e con gli altri”.

 

è il tema che la presidenza del  Gruppo MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale ) di Ancona  ha  scelto per l'anno sociale 23011- 2012.

 

Si è scelto di sezionare il tema in due segmenti tematici di grandissima attualità (una vera emergenza):

  

l’educazione, in senso ampio , anche con riferimento al documento della CEI “Educare alla vita buona del Vangeloorientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-20 .

il lavoro: dalla dottrina sociale della Chiesa  al suo valore esistenziale e sociale.

 

Il programma sostanzialmente mantiene la tipologia già utilizzata negli anni precedenti: incontri di approfondimento nel gruppo  ed incontri aperti alla Città.

 

Il format tuttavia e' diverso poiché " abbiamo sentito l'esigenza - chiarisce la presidente prof.ssa Matilde Pasqua - di limitarci a soltanto due titoli, ma, allo stesso tempo, di svilupparli in modo ampio e, speriamo, partecipato. Ci sarà il momento forte del Seminario: uno per argomento, sviluppato nell'arco di una mezza giornata con la partecipazione di piu'relatori per mettere in luce diverse sfaccettature della stessa tematica. Abbiamo scelto il sabato mattina nell'auspicio che la partecipazione della cittadinanza sia facilitata e dunque numerosa. Vorremmo anche che al Seminario seguisse un ampio e partecipato dibattito. Per questo abbiamo affiancato a ciascun Seminario due momenti: uno in preparazione ed uno di successiva riflessione. Entrambi gli incontri  hanno l’obiettivo di coinvolgere attivamente il gruppo nella ricerca, nell’approfondimento, nel confronto e, infine, nel cercare una utile  “sintesi” del lavoro svolto.  Anche quest’anno, come negli anni precedenti' cercheremo la preziosa collaborazione dell'ITM , del'ISSR, dell'Azione Cattolica, delle ACLI ......e di altri."

 

L’ anno sociale  prende avvio martedì 25 Ottobre 2011, alle ore 17,30 nell’Auditorio della Comunità parrocchiale  San Paolo a Valle Miano, con l’Assemblea Generale d’inizio anno del Gruppo MEIC di Ancona .


Sotto il programma nel dettaglio

 

 






In Primo Piano: ECCLESIA

Ecumenismo, frammenti di unità di Guido Dotti

Monaco della Comunità di Bose

La cosa più necessaria per l’ecumenismo è che, sotto la pressione della secolarizzazione, non perdiamo quasi inavvertitamente le grandi cose che abbiamo in comune, che di per sé ci rendono cristiani e che ci sono restate come dono e compito. È stato l’errore dell’età confessionale aver visto per lo più soltanto ciò che separa, e non aver percepito in modo esistenziale ciò che abbiamo in comune nelle grandi direttive della Sacra Scrittura e nelle professioni di fede del cristianesimo antico. È questo il grande progresso ecumenico degli ultimi decenni: che ci siamo resi conto di questa comunione e, nel pregare e cantare insieme, nell’impegno comune per l’ethos cristiano di fronte al mondo, nella comune testimonianza del Dio di Gesù Cristo in questo mondo, riconosciamo tale comunione come il nostro fondamento imperituro». Così si è espresso papa Benedetto XVI lo scorso settembre davanti ai rappresentanti della Chiesa evangelica tedesca a Erfurt, nell’ex-convento agostiniano dove visse come monaco Martin Lutero, prima di avviare quella che sarebbe diventata la Riforma protestante.

Ed è con questa attenzione alla condivisione delle Scritture e delle professioni di fede della Chiesa antica che possiamo rileggere i fatti e le speranze che hanno segnato in campo ecumenico l’anno appena trascorso. Un anno in cui, per la seconda volta consecutiva, tutti i cristiani hanno celebrato il mistero fondante la loro fede - la Resurrezione dai morti del Signore Gesù - nello stesso giorno. Purtroppo, questa rara coincidenza del calendario ancora una volta non si è trasformata in una convergenza verso la comune fissazione di un’unica data per la Pasqua, ma l’intensità di quanto si è potuto vivere nelle celebrazioni pasquali rimane come appello pressante a un’unità nella celebrazione della fede e nell’annuncio universale dell’evangelo.(continua)







| 30/12/2011

 L'emersione dal basso di Dio e dell'uomo
Alessandro Barban
Priore generale della Congregazione camaldolese e priore di Camaldoli


Siamo abituati a considerare il mistero del Natale (sarebbe meglio dire il mistero dell'Incarnazione) pensando un movimento che dall'alto scende verso il basso. Il Logos - afferma il vangelo di Giovanni - "si fece carne" (Gv 1,14). "Nato da donna, nato sotto la legge" (Gal 4,4), scrive S.Paolo. Ma non dimentichiamo l'inno di Fil 2,5-11, dove non sono centrali lo svuotarsi di Gesù Cristo e il suo abbassarsi, ma l'evento di Dio di sovraesaltarlo.

Così da secoli abbiamo riflettuto che il discendere kenotico del Verbo divino sia tutto concentrato nella persona di Gesù. Riguarda lui e basta: il suo corpo e la sua persona! E così abbiamo minimizzato, o meglio abbiamo più o meno volutamente sottovalutato, come se la cosa non fosse degna di sguardo e di riconoscimento, che la realtà dell'incarnazione del Logos è stato anche un processo quantitativo e qualitativo di crescita evolutiva della terra, degli organismi viventi, della carne e della psiche umane, dell'esperienza religiosa e della stessa storia.
Il Verbo divino è sceso e ha rivelato il mistero nascosto da secoli, ma per incarnarsi ha preso tutta la nostra carne, certamente limitata, inconsistente, peccaminosa, ma allo stesso tempo l'unica materia biologica, organica, e autocosciente che si è evoluta e costituita in quello che ciascuno di noi è e che diventerà; il raggiungimento di una maggiore coscienza, di una maggiore libertà, e di un maggiore amore.
(continua)









L’EUCARISTIA TRA VISSUTO E CULTURA

Giancarlo Galeazzi

 

     Nei confronti dei “grandi eventi” -tale è stato certamente il XXV Congresso Eucaristico Nazionale (CEN) svoltosi nella Metropolia di Ancona dal 3 all’11 settembre di quest’anno- c’è il rischio di cadere in una logica che potremmo definire “parentetica”, nel senso che, proprio per la loro straordinarietà, si tende, una volta conclusi, a metterli tra parentesi, o, con altra metafora, a metterli in cornice per la galleria dei ricordi.

C’è da augurarsi che questo non accada con il CEN di Ancona  .... 

Con questo intento svolgerò la mia relazione, che ho strutturato in quattro parti: preliminarmente farò riferimento agli ambiti esistenziali e al contesto culturale odierni, perché come ha mostrato il CEN) è nel vissuto e nella cultura del proprio tempo che i cristiani sono chiamati a operare in ottica eucaristica (parte prima); mi soffermerò poi sul rapporto Chiesa-cultura, per constatarne l’attuale frattura e prospettarne la possibile ricomposizione (parte seconda); quindi illustrerò due percorsi -uno umanistico e l’altro eucaristico- che possono favorire nella loro interazione il rapporto tra mentalità postmoderna e messaggio evangelico (parte terza); infine indicherò il senso di un umanesimo eucaristico che, proprio in quanto è eucaristico, può promuovere la umanizzazione della società sulla base del principio di dignità umana, che l’eucaristia esalta (parte quarta).

 

(Il testo integrale in pdf)

 





Voglio iniziare dalla fine della mia storia di dolore: prima all’indietro e poi in avanti.

 

1.      La fine della storia

Quasi due anni fa Giuliana, mia moglie, è morta. Uso volutamente il termine più diretto perché quello della morte è un passaggio serio, che dovrebbe essere vissuto con il massimo di autenticità, e l’autenticità non sopporta giri di parole.

Giuliana è morta tra le mie braccia, mentre tenevo la sua mano tra le mie. Quando il battito è scomparso, e nessun inspiro ha fatto seguito all’espiro, sono restato attonito, incapace di rendermi conto pienamente di quello che era accaduto. L’attimo di sospensione si è spezzato quando, dietro di me, qualcuno, non so chi, è scoppiato in pianto. Dei tempi successivi ho memoria molto approssimativa e non continua: riaffiorano adesso, dopo quasi due anni, sprazzi di visioni, scorci della casa, visi conosciuti, lacrime, preghiere, domande, racconti ripetuti mille volte, e oggetti, tutti i simboli inconfondibili del lento spegnersi di una vita.

La cerimonia funebre, altro momento molto critico: la scelta febbrile della foto, delle letture, della tipografia, una girandola incredibile, alla quale ho più assistito che partecipato, la conclusione della Messa, il lungo sfilare degli amici, l’allucinante ritorno a casa, una casa senza la sua presenza, nella quale non c’era oggetto, posizione, situazione che non ricordasse la presenza piena, allegra, affettuosa, attenta ed accogliente di Giuliana.  (continua)



In Primo Piano: Persona e Società
In Primo Piano: Segnalazioni








Mauro Pesce Da Gesù al cristianesimo, Brescia, Morcelliana, ottobre 2011.

 

  Come compiere una ricerca storica su Gesù? A tale domanda cruciale Mauro Pesce cerca di rispondere in queste pagine nel confronto critico con gli studi di J. Dupont, E. Käsemann, D.C. Allison e con la più avveduta ricerca contemporanea. Di qui i due binari su cui si articola il volume: da una parte ricostruire la fisionomia storica di Gesù, dall’altra individuare quali forme religiose scaturiscono dopo di lui fra i diversi gruppi dei suoi seguaci. A fare problema, e ad essere qui messo a fuoco in quanto oggetto di interesse storico, è il nesso tra la figura di Gesù e la nascita del cristianesimo come religione distinta dal giudaismo.  (Continua)









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  • Giornata mondiale della pace Messagio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE

  • PERCORSO FORMATIVO DEGLI ADULTI DI AZIONE CATTOLICA d’ITALIA, FRATELLI ? a proposito del valore dell’identità e dell’unità nazionale

  • X Forum del Progetto Culturale

  • CENSIS 44 ° RAPPORTO 2010

  • NOI SIAMO CHIESA Incontri di Napoli (2010) Firenze (2009)

  • ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE VERBUM DOMINI di BENEDETTO XVI

  • ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE VERBUM DOMINI di BENEDETTO XVI

  • ISTAO – Facoltà di Economia “G. Fuà” Associazione degli Economisti di Lingua Neolatina. Lezione Magistrale del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi Crescita, benessere e compiti dell’economia politica Ancona, 5 novembre 2010

  • 46 Settimana sociale cattolici italiani - testi base

  • Conferenza Episcopale Italiana EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020

  • Settimane Sociali dei Cattolici Italiani CATTOLICI NELL’ITALIA DIOGGI.UN’AGENDA DI SPERANZA PER IL FUTURO DEL PAESE Documento preparatorio per la 46ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani Reggio Calabria, 14-17 ottobre 2010

  • CARITAS IN VERITATELETTERA ENCICLICA di BENEDETTO XVI SULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE NELLA CARITÀ E NELLA VERITÀ

  • CULTURA DELLA SOBRIETÀ, CONSUMO CRITICO, SALVAGUARDIA DEL CREATO DI CATALDO ZUCCARO (RIVISTA DI TEOLOGIA MORALE 2/2009)

  • 4a GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO ANNO 2009 SUSSIDIO CEI


  • SEMINARIO DI STUDIO SULLA RESPONSABILITÀ PER IL CREATO. Per una teologia del Creato Fondamenti biblici, patristici, teologici e etici Angelicum - Pontificia Universià S. Tommaso d’Aquino Roma, 1 marzo 2008

  • PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA CAPITOLO DECIMO SALVAGUARDARE L'AMBIENTE

  • RAPPORTO CAMALDOLI IDEE PER LA CITTA' FUTURA

  • Conferenza Episcopale Italiana/Commissione Episcopale per la dottrina della fede,l’annuncio e la catechesi.Lettera ai cercatori di Dio

  • DOCUMENTO “CAMALDOLI” APPROVATO IL 26 OTTOBRE 2008 X ASSEMBLEA NAZIONALE VERSO LA CITTÀ FUTURA.GLI INTELLETTUALI CATTOLICI DEL MEIC TRA TESTIMONIANZA E DIALOGO” (ROMA, 24‐26/10/2008)

  • Messaggio dei Padri sinodali al Popolo di Dio al termine del Sinodo sulla Parola;


  • Documento della Commissione Giustizia e Pace della Chiesa di Milano (2000Il buon fisco come condizione indispensabile per lo sviluppo della società. Federalismo fiscale.

  • MEIC GRUPPO ANCONA AGENDA attivita' 2008/ 2009

  • Armando Rigobello Prossimità e ulteriorità.Una ricerca ontologica per unafilosofia prima (in schiobboleth n.3)

  • SAE - Gruppo teologico: eucaristia, accoglienza reciproca di P. Stefani Regno-att. n.10, 2008

  • MEIC STATUTO GRUPPO ANCONA

  • Verso l'Assemblea NazionaleTraccia III Ambito Ambiente e salvaguardia del creato

  • La solidarietà del dolore di Gianfranco Ravasi Sole24Ore domenica 11 n ovembre

  • 'INTEGRAZIONE DIFFICILE Ma siamo diventati un popolo di razzisti? di Carlo Maria Martini Sole24ore Domenica 11 Novembre

  • MOVIMENTO ECCLESIALE DI IMPEGNO CULTURALE – M.E.I.C.STATUTO NAZIONALE

  • Omelia di Benedetto XVI durante la Messa in piazza San Clemente a Velletri (domenica, 23 settembre 2007) Discorso introduttivo alla preghiera dell'Angelus (CASTEL GANDOLFO ,domenica, 23 settembre 2007)

  • LETTERA DI BENEDETTO XVI AI VESCOVI DI TUTTO IL MONDO PER PRESENTAREIL "MOTU PROPRIO" SULL’USO DELLA LITURGIA ROMANA ANTERIORE ALLA RIFORMA DEL 1970

  • NOTA PASTORALE CEI CONVEGNO ECCLESIALE VERONA

  • PONTIFICIO CONSIGLçIO DELLA CULTURA PER UNA PASTORALE DELLA CULTURA

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  • PROGRAMMA IX CONGRESSO MEIC CAMALDOLI

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