Il “Movimento ecclesiale di impegno culturale – M.E.I.C.” è una associazione di cristiani laici che si propone di contribuire: a) alla testimonianza di fede e di comunione ecclesiale, alimentata dalla Parola di Dio contenuta nella Scrittura e trasmessa nella Tradizione, operante nella Chiesa e nella storia; b) all’impegno culturale di ricerca e di discernimento critico, nonché di attenzione alle istanze socialmente più rilevanti, per collaborare a una mediazione coerente tra fede e storia; c) alla disponibilità ad operare in solidarietà e corresponsabilità con tutta la comunità ecclesiale, nelle sue varie articolazioni, e in fedeltà e dialogo con il Vescovo, per la realizzazione di una pastorale attenta ai segni dei tempi e animata da spirito ecumenico.






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Parola delle parole 
a cura di Fra Luca Fallica 
VI domenica di Pasqua 13 maggio 2012


EDITORIALE


Abitare le città: ricostruire un codice condiviso dello spazio

 

di LUCA ROMANELLI

 

Il ciclo di incontri che il Centro Culturale San Rocco (www.centrosanrocco.it) dedica quest’anno al tema dell’abitare declina con chiarezza le criticità che affliggono la vita urbana ed il paesaggio. Le riflessioni che seguono debbono quasi tutto alla relazione del 10 marzo di Elena Granata, urbanista del Politecnico di Milano.

Il rapido passaggio all’economia industriale e le grandi migrazioni dalle campagne alle città (inclusa quella “città adriatica continua” che è diventata la nostra costa) hanno stravolto, specialmente in Italia,  quello che Salvatore Settis chiama “il codice dello spazio” urbano e rurale. Il codice dello spazio è un sistema di elementi architettonici ed urbanistici chiaramente leggibili da una comunità e che ne esprimono, funzionalmente e simbolicamente, il modello di convivenza. Il compito dell’architettura e dell’urbanistica è costruire codici dello spazio, paesaggi urbani e rurali, adattandoli all’evoluzione economica e sociale.

Nella città medioevale o rinascimentale italiana, che il mondo ci invidia, il codice era fatto di  piazze, palazzi comunali, teatri storici, mercati, reticoli di vicoli convergenti sulle chiese o i mercati delle contrade. Il codice è anche la relazione che si stabilisce tra interno ed esterno, tra abitazione e strada, tra vita privata e pubblica. Il modo in cui si pensa la strada urbana ci dice molto sulle relazioni sociali: la disposizione degli edifici, i loro accessi, l’arredo, la presenza di servizi commerciali e di prossimità. Anche l’architettura dei manufatti marca con potente forza simbolica lo stile di vita degli abitanti: si pensi ai nuovi ed eleganti quartieri umbertini a Roma, o, da noi, a come erano il settecentesco Borgo Marinaro di Porto San Giorgio, geometrico e razionale pur nella sua povertà, ed il Viale della Vittoria, spaziato da graziose rotonde e coronato da ville e villini liberty, spazio ideale per una borghesia nascente ed una nobiltà che voleva uscire dagli atavici palazzi fermani. Il codice dello spazio rurale era fatto invece di muretti, filari di piante, pievi, corsi d’acqua, dalle “comunanze” nate per rispondere collettivamente a bisogni comuni, dal reticolo delle colture con i loro colori.

Che cosa è successo nel dopoguerra in Italia, ma anche più recentemente, con la crescita esponenziale dell’immigrazione straniera?

E’ successo che né la politica nè l’architettura, soprattutto per la presenza di forti conflitti di interessi, hanno saputo costruire un  nuovo codice condiviso dello spazio che interpretasse i nuovi assetti sociali, favorendo processi virtuosi di re-integrazione dei migranti. Gli spazi urbani si sono spesso disintegrati in unità isolate tra loro, diventando a volte fabbriche di solitudine ed alienazione, “non luoghi” privi di identità. Inoltre ci stiamo rapidamente mangiando quella bellezza ed unicità del paesaggio per cui da secoli siamo considerati “il Bel Paese”: stiamo segando il ramo dove sediamo, svuotando un giacimento unico di bellezza.




In Primo Piano: MEIC

















Il Meic Marche, nell'ultima delegazione regionale, ha dato avvio ad  una iniziativa culturale ed ecclesiale, legata al nome di un illustre testimone del cattolicesimo militante, marchigiano, e amico di molti di noi, Valerio Volpini, attraverso il  “Laboratorio Valerio Volpini per la cultura, la persona e la comunità”. Non sarà una associazione strutturata, ma di un luogo e  di esperienza culturale che si propone di intervenire su problemi che attraversano la stagione civile e politica, la vita della Chiesa e la nostra testimonianza di cristiani, nella cornice di una matrice umanistica, propria delle radici dei nostri percorsi culturali. Tutto ciò continuando, sull'esempio di Valerio, ad impegnarci su temi e problemi legati alle Marche. L’obiettivo è di creare una rete

 "di intellettuali che, nel dialogo interreligioso e interculturale, entrano nel vivo di  questioni urgenti con proposte di "sapienza culturale" e di "nuova umanità " . L'aspirazione non è quella solo di rapportarsi  ed interagire con i gruppi e le associazioni, affini ed esistenti nelle Marche, ma, anche,  con le varie iniziative di associazioni e di gruppi di impegno cristiano e civile , fuori dalla nostra regione . L'ambizione è, allora, di sperimentare, accanto agli strumenti "tradizionali"(gruppi di lavoro, conferenze, tavole rotonde)  le nuove modalità di intervento e di comunicazione,  offerte dalle tecnologia mediatiche  per creare spazi di conoscenza, di dialogo e di fraternità: i social media (social blog e network). Anche queste modalità sono nel segno del giornalista Volpini  

 

 Per condurre e realizzare il progetto, la delegazione, su indicazione di Mimmo Valenza, ha affidato a due suoi dirigenti, Giancarlo Galeazzi e Gastone Mosci, il compito del coordinamento del Laboratorio.  E' stato redatto un breve documento nel quale si esprimono le motivazioni che ci hanno spinto a proporre il Laboratorio  (vedi sotto). Il documento, sottoscritto da Girolamo Valenza, Giancarlo Galeazzi, Gastone Mosci,Massimiliano Colombi, Graziella Mercuri, Marco Moroni, Enrico Peroli, Luca Romanelli, Raimondo Rossi Simona Calcagnini, è lo strumento della raccolta delle adesioni.

Il passaggio successivo, immediato, affidato al gruppo di coordinamento,  sarà quello  della definizione del "progetto" (il format dell'iniziativa,  la programmazione, il calendario degli impegni, la rete......),  Nell'immediato l'impegno sarà rivolto  a far  conoscere la figura poliedrica di Valerio Volpini. L' augurio è che l'iniziativa parta e trovi buona accoglienza!

 









In Primo Piano: ECCLESIA

Un'Unione di mercato e società: la proposta dei Vescovi europei

 Giacomo Costa SJ

Direttore di Aggiornamenti Sociali


Il 12 gennaio 2011 la Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea (COMECE) ha reso noto un documento, frutto di due anni di lavoro, intitolato Una comunità europea di solidarietà e di responsabilità. Dichiarazione dei vescovi della COMECE sull'obiettivo di un'economia sociale di mercato competitiva all'interno del Trattato sull'Unione Europea. La COMECE riunisce i rappresentanti delle Conferenze episcopali cattoliche dei Paesi membri dell'UE, oltre a Svizzera e Croazia, e dispone di un segretariato permanente a Bruxelles. La stesura del documento è stata affidata alla Commissione per gli Affari sociali della COMECE, presieduta dal card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga (Germania).
Nel quadro della missione della COMECE - accompagnare il processo politico dell'UE, mantenere un dialogo regolare con le istituzioni europee e incoraggiare la riflessione sui problemi o sulle difficoltà della costruzione europea, ispirandosi all'insegnamento sociale della Chiesa -, la Dichiarazione non intende offrire un insegnamento ex cathedra, ma un contributo alla costruzione di una nuova comprensione comune delle prospettive europee: «durante questa crisi economica abbiamo creduto fosse importante ricordare che l'Europa è molto più dell'euro, più del crollo del sistema finanziario, della crisi del debito sovrano e più dell'economia», ha dichiarato il card. Marx alla presentazione del documento.











In Primo Piano: Persona e Società

Tra universitas e multiversity. Dove comincia il futuro

di Luigi Alici

 

 

"L’umanità entra nella sua fase adulta quando si accorge di poter restituire al mondo molto più di quanto ha ricevuto: “cultura” è il nome di questo plusvalore creativo, inteso come forma libera e cooperativa di coltivazione spirituale della natura, capace di attivare duraturi legami intergenerazionali. In nome di questo dislivello, l’essere umano guarda al mondo della cultura di cui è soggetto in modo diverso da come guarda al mondo della natura a cui è assoggettato. Grazie alla cultura l’asse del divenire naturale conosce un’inversione inattesa: l’umanità si sporge in avanti e riconosce nell’impulso irresistibile ad andare controcorrente una fame di durata, un desiderio di stabilità, una domanda di senso, che le figure audaci della memoria, della continuità e del progetto trasformano in un mondo alternativo, abitabile e condiviso, al quale si comincerà ben presto a dare il nome di tradizione." ( Dalla prolusione del prof. Luigi Alici per l'inaugurazione Anno accademico 2011 - 2012 Università di Macerata. Testo integrale in pdf. )

 




In Primo Piano: Segnalazioni




L'11° CONGRESSO REGIONALE DELLE ACLI DELLE MARCHE.

Si è tenuto ieri 15 aprile 2012 presso l'Hotel Villa Nazareth di Fermo l'11° Congresso regionale delle ACLI delle Marche. A presiedere il congresso è stato Roberto Rossini, Responsabile della Funzione Comunicazione delle ACLI Nazionali. Il congresso si aperto con la relazione del Presidente uscente Marco Moroni dal titolo “Rigenerare comunità per ricostruire il Paese Le ACLI delle Marche artefici di democrazia partecipativa e di buona economia”

"Di fronte al difficile momento che sta vivendo il nostro Paese" ha affermato Moroni"dobbiamo innanzitutto evitare lo scoraggiamento e vincere la tendenza alla rassegnazione e alla chiusura nel privato, oggi così diffuse. Dobbiamo poi superare contrapposizioni pregiudiziali e favorire il dialogo. Dobbiamo anche ricostruire rapporti sociali solidali, tessere una rete di presenze radicate nel territorio e capaci di produrre una nuova cultura. Dobbiamo fare dei nostri Circoli luoghi di incontro, di confronto e di fiducia, luoghi nei quali le persone possano rafforzare quel tessuto di socialità che è essenziale per la vita comunitaria"

            "Come nel 1944" ha concluso Moroni"questo è il grande compito delle Acli oggi. Le ACLI devono assolverlo con impegno e con convinzione, per ricostruire il nostro Paese e per dare un futuro ai nostri giovani".

Durante il lavori dell'importante appuntamento del movimento dei lavoratori cristiani marchigiano, è intervenuto il Delegato regionale lel MEIC delle Marche, il quale ha portato il saluto del movimento che, sottolineando l'assonanza, valoriale e progettuale, dei loro due movimenti, si è augurato una continuità e una più stretta ed organica collaborazione nella progammazione delle loro iniziative.

 In allegato la relazione del Presidente Marco Moroni, l'intervento di saluto, a nome del MEIC delle Marche, di Mimmo Valenza e la mozione conclusiva del congresso.

Al termine del congresso sono avvenute le operazioni di voto che hanno proclamato primo fra gli eletti Francesco Baldoni

 



Essere cristiani oggi

Nel suo ultimo libro, Giovanni Ferretti s'interroga sul "nostro" cristianesimo nel moderno mondo secolare, ponendo questioni molto serie e radicali: la rinuncia a ogni anacronistica nostalgia di una cristianità perduta si accompagna all'invito a misurarsi con coraggio profetico con la sfida del nichilismo e a ritrovare nell'umanità di Gesù la straordinaria "umanità" di Dio. Il libro si aggiunge a molti altri testi che si domandano se la comunità cristiana oggi non stia perdendo il senso della realtà, illudendosi di blindarsi in un ritualismo rassicurante per non guardare in faccia ai problemi che ha davanti a sè. In più, Ferretti non si accontenta di sviluppare una riflessione critica, ma si sforza di offrire un contributo ricco di spunti in positivo. (continua)

 




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  • Giornata mondiale della pace Messagio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace EDUCARE I GIOVANI ALLA GIUSTIZIA E ALLA PACE

  • PERCORSO FORMATIVO DEGLI ADULTI DI AZIONE CATTOLICA d’ITALIA, FRATELLI ? a proposito del valore dell’identità e dell’unità nazionale

  • X Forum del Progetto Culturale

  • CENSIS 44 ° RAPPORTO 2010

  • NOI SIAMO CHIESA Incontri di Napoli (2010) Firenze (2009)

  • ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE VERBUM DOMINI di BENEDETTO XVI

  • ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE VERBUM DOMINI di BENEDETTO XVI

  • ISTAO – Facoltà di Economia “G. Fuà” Associazione degli Economisti di Lingua Neolatina. Lezione Magistrale del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi Crescita, benessere e compiti dell’economia politica Ancona, 5 novembre 2010

  • 46 Settimana sociale cattolici italiani - testi base

  • Conferenza Episcopale Italiana EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio 2010-2020

  • Settimane Sociali dei Cattolici Italiani CATTOLICI NELL’ITALIA DIOGGI.UN’AGENDA DI SPERANZA PER IL FUTURO DEL PAESE Documento preparatorio per la 46ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani Reggio Calabria, 14-17 ottobre 2010

  • CARITAS IN VERITATELETTERA ENCICLICA di BENEDETTO XVI SULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE NELLA CARITÀ E NELLA VERITÀ

  • CULTURA DELLA SOBRIETÀ, CONSUMO CRITICO, SALVAGUARDIA DEL CREATO DI CATALDO ZUCCARO (RIVISTA DI TEOLOGIA MORALE 2/2009)

  • 4a GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO ANNO 2009 SUSSIDIO CEI


  • SEMINARIO DI STUDIO SULLA RESPONSABILITÀ PER IL CREATO. Per una teologia del Creato Fondamenti biblici, patristici, teologici e etici Angelicum - Pontificia Universià S. Tommaso d’Aquino Roma, 1 marzo 2008

  • PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA CAPITOLO DECIMO SALVAGUARDARE L'AMBIENTE

  • RAPPORTO CAMALDOLI IDEE PER LA CITTA' FUTURA

  • Conferenza Episcopale Italiana/Commissione Episcopale per la dottrina della fede,l’annuncio e la catechesi.Lettera ai cercatori di Dio

  • DOCUMENTO “CAMALDOLI” APPROVATO IL 26 OTTOBRE 2008 X ASSEMBLEA NAZIONALE VERSO LA CITTÀ FUTURA.GLI INTELLETTUALI CATTOLICI DEL MEIC TRA TESTIMONIANZA E DIALOGO” (ROMA, 24‐26/10/2008)

  • Messaggio dei Padri sinodali al Popolo di Dio al termine del Sinodo sulla Parola;


  • Documento della Commissione Giustizia e Pace della Chiesa di Milano (2000Il buon fisco come condizione indispensabile per lo sviluppo della società. Federalismo fiscale.

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  • LETTERA DI BENEDETTO XVI AI VESCOVI DI TUTTO IL MONDO PER PRESENTAREIL "MOTU PROPRIO" SULL’USO DELLA LITURGIA ROMANA ANTERIORE ALLA RIFORMA DEL 1970

  • NOTA PASTORALE CEI CONVEGNO ECCLESIALE VERONA

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