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    L’ultimo numero di HUMANITAS (il primo del 2010) dedica la prima parte al tema “Bibbia e Costituzione”. Non deve sembrare strano questo accostamento (Ciampi definì la Costituzione come Bibbia laica), poiché – come dice la presentatrice dei saggi ospitati nella rista, Giancarla Codrignani del Coordinamento delle teologhe italiane-  sia il testo sacro, sia il documento fondativo dello stato fissano dei principi e stabiliscono un patto.” I principi richiedono la fede, i patti l'adesione e la lealtà. I principi religiosi possono produrre dei "fedeli" ubbidienti oppure dei credenti consapevoli; i principi democratici hanno cessato di produrre sudditi e formano cittadini. La laicità realizza la convivenza senza problemi di principi perché, in democrazia, non si prescinde dalla libertà e dal rispetto delle opinioni. Tocca alla coscienza affrontare le conflittualità che, almeno teoricamente, riguardano non solo la relazione reciproca fra i due ordini, ma anche l'interno di ciascuno di essi.

    L'associazione "Biblia", che è un'associazione laica, quando chiede l'adozione della Scrittura nelle scuole, non la finalizza all'insegnamento di una religione, ma la ritiene fondamentale per la formazione………. Anche per la Costituzione possiamo porci la domanda su quanto la Carta Costituzionale rappresenti una bibbia laica per i cittadini.Anch’essa registra una cattiva conoscenza, una preoccupante distrazione nei processi educativi e nell’applicazione. La Costituzione  la si applica con leggi coerenti e con la coscienza della cittadinanza “

    La rivista, acquistabile in Ancona presso la libreria S. Paolo (corso Mazzini), contiene saggi di Mario Miegge, Valerio Onida, Piero Coda….Qui viene riprodotta la presentazione di Giancarla Codrignani

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    In queste settimane in cui le vicende finanziarie della Grecia stanno occupando le pagine dei giornali, Aggiornamenti Sociali propone nel nuovo numero di maggio un articolo di Floriana Cerniglia, docente nell'università di Milano-Bicocca, che dà un quadro più ampio e chiaro della situazione economica attuale.

    «Quasi tutti i Paesi hanno risposto alla crisi dell'autunno 2008 utilizzando gli strumenti tradizionali di politica monetaria e fiscale», scrive l'autrice; tra l'altro, sono «diminuiti i tassi di interesse quasi a zero» e per far ripartire la domanda di consumi privati e di investimenti è stata aumentata la spesa pubblica. La conseguente crescita del debito pubblico rappresenta una rischiosa eredità della crisi in molti Paesi.

    L'Italia ha aumentato la spesa pubblica in maniera meno massiccia rispetto ad altri, ma vive lo svantaggio di «portarsi dietro il debito accumulato a partire dagli anni '80». Quello che desta preoccupazione nel quadro italiano, dunque, «è il rapporto tra debito e prodotto interno lordo, che resta trai più alti a livello mondiale e negli ultimi anni ha ripreso a crescere», soprattutto a causa della riduzione del PIL.

    L'incertezza, però, riguarda anche tutti i Paesi dell'area euro: «ad avviso di molti - scrive l'autrice - pare opportuna la creazione di un Fondo monetario europeo, un'istituzione che potrebbe erogare prestiti ai Paesi europei che incorrono in difficoltà nei conti pubblici, come attualmente la Grecia», e potrebbe anche risarcire parzialmente i creditori di un Paese in caso di insolvenza. La proposta ha anche detrattori, che temono che la garanzia del Fondo incentiverebbe politiche fiscali troppo disinvolte. Secondo Cerniglia, però, «il Fondo monetario europeo servirebbe a evitare la molta improvvisazione a cui si è assistito in questi mesi e potrebbe rafforzare le procedure di controllo e monitoraggio sui conti pubblici, irrobustendo e completando i meccanismi di funzionamento dell'UE e dell'euro».

    L’articolo della Cerniglia, scritto prima delle misure adottate a Bruxelles dai Responsabili di Governo della zona Euro e dalla Commissione UE, le anticipa in larga misura.

    Leggi articolo in pdf

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    E’uscito il primo numero della nuova annata di Appunti, con una grafica e una  impaginazione rinnovata, ma non  cambia linea. È rivista «di cultura e politica», aperta alla discussione e all’approfondimento dei grandi temi ocio-culturali e politico-istituzionali del nostro tempo. “Attenta alle «cose» italiane, ma altrettanto sensibile ai problemi internazionali. L’orientamento di fondo è tracciato dal reticolo valoriale, dalle idee di società e di Stato che si rifanno alla migliore tradizione del cattolicesimo democratico, «personalista e comunitario », per dirla con Mounier. In quest’ottica, i principi e i valori della Costituzione repubblicana rappresentano bussola di costante riferimento per la rivista, così come, sul versante ecclesiale, la «cultura conciliare» costituisce linfa alimentatrice di orientamenti, sensibilità e stili circa l’accostamento delle grandi sfide antropologiche, sociali, politiche del presente (e del futuro).” Editoriale)

    “Appunti» è pubblicata «a cura» di «Città dell’uomo». Con l’Associazione fondata nel 1985 da Giuseppe Lazzati, condivide legami stretti, ideali e di colleganza operativa. Però, viene precisato, non intende essere solo la rivista di «Città dell’uomo». Vuole, cioè rappresentare, uno strumento e un’opportunità per il frastagliato arcipelago cattolico-democratico, attraverso il quale prendere liberamente la parola su temi di pertinenza del periodico. “Con ciò, la rivista può effettivamente concorrere a favorire il sempre auspicabile collegamento fra le sigle (o almeno fra alcune sigle) dell’area del cattolicesimo democratico.”

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    Il convegno promosso dalla rivista Servitium «Credenti non clericali nella chiesa italiana oggi» (Forlì il 27-28 settembre 2008) è stato proposto riprendendo una consuetudine mantenuta fino al 1996 (convegno «Dov’è tuo fratello?», Molfetta-BA, 18-19 maggio), quando la serie dei convegni fu interrotta perché si dovette prendere atto di una ridottissima partecipazione. Se, a distanza di dodici anni, abbiamo ripreso l’iniziativa è perché ci è sembrato che potesse essere maturato in molti il desiderio di disporre di un luogo d’ascolto e di confronto, dove tra “consenso e dissenso” – per citare un’espressione spesso ricorrente in Abramo Levi – possa emergere il senso delle cose, delle parole, dei giudizi. Ci siamo perciò determinati a verificare se questa nostra percezione avesse riscontro nella realtà, e il riscontro, pur nell’ambito di piccoli numeri quali possono essere quelli di Servitium, è stato lusinghiero.

    La proposta era partita da una constatazione circa l’attuale temperie ecclesiale, in cui non mancano certo documenti, indicazioni, sollecitazioni particolarmente sovrabbondanti nell’ambito della produzione “paramagistrale”, senza che ci sia una cura nel verificarne la ricezione tra i fedeli: quello che viene segnalato dalle indagini sociologiche, ma ampiamente percepito anche nel corpo vivo della chiesa in Italia, è un divario, se non un doppio binario, tra la sollecitazione valoriale, le indicazioni e le pratiche pastorali e il vissuto e pensato dei fedeli, sino a far dire a qualche osservatore che la chiesa in Italia vive una stagione di abbandoni, di diaspora, di silente deriva, non aliena da aspetti scismatici. Di qui l’idea del titolo del convegno, dove abbiamo cercato di dar modo a ognuno di esprimere, possibilmente in termini positivi, quella responsabilità che gli appartiene per essere stato battezzato e accolto da una comunità che l’ha cresciuto alla fede.

    In allegato l'introduzione al fascicolo

     

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    Le recenti iniziative dedicate a tre editori di Ancona (Brenno Bucciarelli, Gilberto Bagaloni e Carlo Antognini) ed alla letteratura marchigiana degli anni ’50-’80, da parte della rivista “nostro lunedì” (Editori, 11, 2009), diretta da Francesco Scarabicchi, pone in grande rilievo l’animazione dell’editrice L’Astrogallo, fondata da Antognini negli anni settanta del Novecento, e la grande animazione letteraria anconetana, esercitata da Plinio Acquabona. La personalità di questo personaggio,  che opera già negli anni trenta e nel secondo dopoguerra è a lungo il riferimento culturale e spirituale della città, riemerge con una autorevolezza incredibile, grazie alla sua produzione letteraria di qualità, una trentina di opere di poesia, narrativa, critica e teatro, principalmente il teatro legato a Ugo Betti, Diego Fabbri, Mario Apollonio, Orazio Costa, Federico Doglio, Carlo Bo. Di recente, nel sistemare il suo archivio,  la figlia Antonietta e il figlio padre Francesco hanno ritrovato le carte di  un’opera notevole di poesia e musica, eseguita negli anni settanta nella cattedrale di San Ciriaco: “La profezia del fuoco”, oratorio per quattro voci recitanti e musica per organo e tromba di Armando Pierucci. Il testo vuole rappresentare il tempo tragico della seconda guerra mondiale e della Shoah, i rivolgimenti sociali e il rinnovamento  portato dallo Spirito. In occasione di quell’unico spettacolo in chiesa le voci recitanti erano di Renato Brasili, Aladino Mencarelli, Francesco Scarabicchi e Terenzio Montesi con compiti di regia, mentre la parte musicale del compositore organista padre Armando Pierucci, allora docente del Conservatorio di Pesaro ed ora organista del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e del maestro di  tromba Terzo Cattani del Conservatorio di Pesaro. A seguito di un seminario su Plinio Acquabona nelle Conversazioni di Palazzo Petrangolini a Urbino è stato costituito un gruppo di lavoro per promuovere alcune iniziative sullo scrittore sia in vista del Congresso Eucaristico di Ancona del 2011 che del Centenario della nascita nel 2013. Ne fanno parte Marcello Bedeschi, Fabio Ciceroni, Giancarlo Galeazzi,  Fabio Serpilli, Girolamo Valenza e Gastone Mosci, del quale pubblichiamo una nota sulla poesia dell’autore anconetano.

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    Ancona consacra due “residenze” culturali: il Museo Diocesano e la rivista  “nostro lunedì”. Tutto si è svolto a San Ciriaco sabato 6 marzo 2010 in un freddo pomeriggio di bora. Il Comune ha presentato l’ultimo fascicolo di “nostro lunedì”, diretto da Francesco Scarabicchi (n. 11, 2009), dedicato agli editori, principalmente i tre dorici, L’Astrogallo di Carlo Antognini (1937-1977), Gilberto Bagaloni (1924-1995) e Brenno Bucciarelli (1918-1988). In appendice il servizio sul Museo, ristrutturato da don Cesare Recanatini. Questa operosità libraria  va dagli anni cinquanta agli anni ottanta, un quarantennio che si lega alla ricostruzione post-bellica e presenta un nuovo volto della città e della sua comunità. Direi una Ancona creativa che tesse rapporti inediti con il territorio regionale e nazionale. Rimango accanto ai libri di un editore-scrittore come Antognini, di un editore-politico come Bagaloni e di un editore d’arte come Bucciarelli, tre personalità non comuni che hanno saputo indicare un orizzonte culturale e sociale che va preso nel segno della partecipazione e della collaborazione. All’attività promozionale delle tre editrici partecipa la ricostruzione del Museo diocesano che rappresenta  l’identità degli anconetani. Ma, va detto, che queste opere librarie,  plastiche e visive producono “giovani legami” e slanci progettuali grazie agli uomini ed alle arti del bello, ai poeti, agli scrittori, ai filosofi, agli artisti, agli artigiani, dorici e d’altre città. Franco Scataglini e Valeriano Trubbiani, Plinio Acquabona e Pericle Fazzini, Carlo Bo e Luigi Bartolini, Valerio Volpini e Arnoldo Ciarrocchi, Paolo Volponi e Giorgio Bompadre, Italo Mancini e Orfeo Tambui, Mario Puccini, Luciano De Vita e tanti altri sono i testimoni di questa nuova “storia maggiore” della città. La rivista è un luogo di riferimento ed è  luminosa sia per l’intelligenza editoriale di Scarabicchi che per la grafica della visual designer Francesca Di Giorgio e dello studio Lirici Greci come anche per le collaborazioni di Giancarlo Galeazzi, Giorgio Mangani, Michele Polverari, Massimo Raffaeli, Giorgio Filippini, Diego Masala e per  un medaglione del 1984 della scomparsa Fabiola Brugiamolini, dedicato a Bucciarelli. Segue l’articolo che Gastone Mosci ha pubblicato su “nostro lunedì” a ricordo di Carlo Antognini e di Carlo Bo.

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    Il mondo dell’arte è affascinante. Il mondo dell’incisione è misterioso. Chi vive a Urbino ed incontra gli incisori è attratto dalla creatività di questi artisti che lavorano con gli stampatori. Non sono tipografi bensì torcolieri, che si servono del torchio a stella per tirare le incisioni in acquaforte, in legno, su pietra, quella grafica che serve ad illustrare testi di poesia, di narrativa oppure d’ altra scrittura. Anche nelle ben conosciute edizioni d’arte di cui parla in questi giorni Armando Torno nel “Corriere della Sera” (Carta o pergamena. Torna il libro personale a tiratura limitata, 21 dicembre 2009). Attratto da questo mondo molto operoso e ricco di spiritualità, ho fatto varie inchieste sulle stamperie d’arte (fra le ultime, per “nostro lunedì”, diretto da Francesco Scarabicchi,9, 2007, e per “Graphicus”, diretto da Marco Picasso, 1053, Ottobre 2008) ed ho organizzato varie mostre di livre d’artiste presso il Circolo Acli-Centro Universitario di Urbino (fra le altre, Edizioni della Pergola di Pesaro, Edizioni nuove carte di Fano e Edizioni L’Astrogallo di Ancona). In questa occasione intervengo su un personaggio fuori del comune, Bongiovanni, stampatore a Chiaravalle, un uomo che vive accanto alla bellezza. Il mio articolo, che esce in questi giorni nella rivista senigalliese “Sestante”, cerca di entrare nella condizione d’arte di chi vive fra olii, acidi e carte, e di far capire quella esperienza. | NOTE CULTURALI DI GASTONE MOSCI










    Invito alla lettura dell’ultimo libro di Luigi Alici

    Cielo di plastica.
    L’eclisse dell’infinito nell’epoca delle idolatrie

    Francesco Sandroni si consente un epilogo al bel libro di Alici [i] Francesco riassume molto bene ed efficacemente il cuore del messaggio contenuto nella seconda parte. Soprattutto ricalca con maestria lo stile narrativo, ricco di risvolti psicologici, della prima parte, introducendo la figura del Vescovo Ignazi, amico e compagno di Franco (poi padre Agostino) nella facoltà di Teologia. Il Vescovo rimane colpito alla notizia della morte dell'amico. Rimane altrettanto colpito del manoscritto che gli è stato inviato, contenente le riflessioni - testamento del monaco sulla idolatria. L’idolatria? Non sarà mica impazzito! Forse la malattia. Sembra un concetto così vecchio l’idolatria, roba da storia delle religioni non da teologia.. Le mie certezze non possono correre rischi.........Se avesse continuato avrebbe letto nella terza parte, interior, che credere nelle proprie certezze, nella propria fede, è una distorsione idolatrica: si accompagna quasi sempre ad incapacità di ascolto, disprezzo del dialogo, paura dell’altro. Voce alta e porte blindate: le mie certezze non possono correre rischi. (Buona lettura......del libro che qualcuno consiglia - io caldamente - di leggerlo come libro di meditazione - come altri libretti di Alici .-e anche del possibile epilogo di Francesco, da leggere cliccando)


    In allegato (per g.c. dell’ editore e autore)
    Alcuni passi (Prima parte, l’incontro) letti ad introduzione dell’incontro di Ancona (Rettorato23 aprile)

    all’appartenenza alla comunione (seconda parte, sez. II Superior,  cap. 4, p.p.1 p.p.109-120, g.c.)

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    [i] Presentato recentemente al Rettorato di Ancona ag iniziativa del Gruppo Meic di Ancona, in collaborazione con la libreria S.Paolo di Ancona, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Ancona, del Circolo Maritain e con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Ancona Osimo, della Regione, della Provincia dia Ancona, del Comune di Ancona. Il libro è stato presentato con l’Autore, da Giancarlo Galeazzi, Vito D’Ambrosio, Marco Albronico, Vincenzo Varagona.

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    Lunedì 25 Gennaio prende avvio il sito web www.vivailconcilio.it,  che ha tra i patrocinatori i cardinali Carlo M. Martini e Roberto Tucci e il vescovo Luigi Bettazzi, è promosso dai teologi Giacomo Canobbio, Piero Coda, Severino Dianich, Massimo Nardello, Gilles Routhier e Marco Vergottinia “Bisogna far rivivere lo spirito del Concilio – afferma Garzonio – il rinnovamento che ha prodotto nelle coscienze, nel rispetto e nell'accoglienza dell'altro, nella visione di una Chiesa legata all'annuncio di speranza e di salvezza che legittima la sua presenza” Le pagine virtuali raccolgono  fonti, interventi magisteriali, letture teologiche, materiale multimediale (immagini, foto, video) e aggiornano su incontri, iniziative e documenti legati alle tematiche promosse dal Vaticano II.

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