Azione Cattolica Italiana Convegno delle presidenze diocesane Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione Roma, 27-30 aprile 2007 Traccia Intervento Francesca Zabotti, vice presidente nazionale per il Settore Adulti di Azione Cattolica Che cos’è Un appuntamento tradizionale, dedicato allo studio e all’approfondimento, collocato nella primavera che precede l’assemblea nazionale elettiva. Vi partecipano 800 delegati (responsabili diocesani di Ac) provenienti da oltre 150 diocesi italiane. Perché questo titolo? Le responsabilità pubbliche dell’amore: matrimonio, famiglia, educazione è un titolo scelto molti mesi fa dalla Presidenza nazionale che in questo modo voleva far emergere l’impegno forte e deciso dell’intera associazione su questi temi, rivelatisi, con il passare dei mesi sempre più cruciali e strategici anche nel contesto sociale e civile. In un tempo in cui costruire legami è sempre più faticoso e meno conveniente e in cui l’amore è spesso vissuto come un’emozione, un’avventura senza progetto, senza ripercussioni serie sul proprio vissuto, senza disponibilità a lasciarsi cambiare, a crescere nella relazione con e per l’altro, ci sembra importante, anzi necessario, ribadire e alimentare la consapevolezza delle responsabilità anche pubbliche che l’amore genera sotto varie forme. È tipica infatti del nostro tempo la perdita di rilevanza del pubblico a tutto vantaggio di una prospettiva unicamente intimista, dove i legami tra le persone sono vissuti soltanto come fatto privato. Con il nostro convegno intendiamo riaffermare con forza che questi legami generano il tessuto sociale, ne sono l’origine, il fondamento, costruiscono le comunità, e quindi non riguardano solo i singoli, ma la società nel suo complesso. Nel corso del convegno saranno presentati e consegnati alle associazioni diocesane le linee guida per gli itinerari formativi per i ragazzi, i giovani e gli adulti. La scelta di legare insieme itinerari formativi e riflessioni sulle responsabilità pubbliche dell’amore non è casuale, ma la naturale e peculiare risposta dell’associazione a queste urgenze. Infatti gli itinerari formativi e l’attenzione alla famiglia sono il modo con cui l’Azione Cattolica si spende per la vita delle persone, nell’ordinario della loro esistenza e della vita delle comunità civili ed ecclesiali, e non soltanto come soluzione ad uno stato di emergenza. Percorso Il convegno si pone all’interno di un percorso che ha visto varie tappe che hanno affrontato soprattutto temi legati a famiglia, educazione ed affettività. Il primo appuntamento è stato un seminario di studio svoltosi a Roma nel novembre 2006 dedicato all’emergenza educativa; il secondo si è svolto a Terni nel febbraio scorso e ha coinvolto sia fidanzati che operatori pastorali, in una riflessione legata soprattutto a quanto emerso sui temi della vita affettiva nel convegno ecclesiale di Verona. Anche gli itinerari formativi rinnovati sono frutto di un grande laboratorio avviato dopo la pubblicazione del progetto formativo nel 2004 e che ha visto il coinvolgimento, nel corso dei campi estivi e di numerose iniziative locali e nazionali di migliaia di responsabili diocesani, che hanno ragionato e discusso insieme della proposta dell’ Ac a misura di ciascuna età e condizione di vita. Family day Il 19 marzo 2007 abbiamo sottoscritto il manifesto “Più Famiglia” fortemente voluto dall’Ac che ha contribuito alla sua stesura con l’apporto qualificato e competente del presidente nazionale Luigi Alici. In esso si ribadisce che: Come cittadini di questo Paese avvertiamo il dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale. Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia. Come cittadini e come cattolici affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative. Il nostro è un grande sì alla famiglia che, siamo certi, incontra la ragione e il cuore degli italiani. Il 12 maggio l‘Azione Cattolica italiana parteciperà al family day in spirito di leale corresponsabilità, insieme a tutte le maggiori aggregazioni laicali. La manifestazione, a cui invitiamo a partecipare i nostri soci e responsabili a tutti i livelli, è essenzialmente un atto di sostegno pubblico al Manifesto, non un punto d’arrivo, ma di partenza. Su questi temi il nostro Paese non ha bisogno di scontri, ma di un dibattito pubblico serio ed aperto, sottratto a semplificazioni e irrigidimenti ideologici, in modo tale che tutti i cittadini siano messi in condizione di comprendere la reale posta in gioco, nell’orizzonte di un’autentica cultura del bene comune. Come associazione siamo convinti che bisogna rifuggire dalla tentazione semplificatoria o moralistica, fatta di declamazioni, richiami a principi e valori, blanditi come armi più che testimoniati con coraggio e fedeltà nel quotidiano. Sia a livello parrocchiale, diocesano che nazionale, ci stiamo spendendo ed adoperando quotidianamente per tutte quelle forme di sostegno alla famiglia che rispondono ad esigenze reali e diffuse, e che sono più consone alla nostra specifica vocazione formativa. Coscienti dell’importanza che riveste la famiglia quale luogo privilegiato ed insostituibile di incontro tra vita e fede, dal 2005 abbiamo infatti attivato un’area specifica dedicata a “Famiglia e vita” ed implementato il “Progetto Nazaret” per la famiglia, già affidato alla responsabilità diocesana e parrocchiale nel 2004, dato il via ad una nuova collana di studi e strumenti della nostra editrice Ave “Vivere la casa Abitare il mondo e promosso la settimana di studi in collaborazione con l’ ufficio nazionale Cei dal 20 al 24 giugno 2007 su “ Educare da cristiani in famiglia”. Questi ci sembrano alcuni segni concreti, chiari, eloquenti.